Il punto di partenza di qualsiasi progetto di miglioramento della società siamo noi stessi, ognuno consapevole della sua individualità e della propria dimensione umana in una dinamica di relazione con sé stessi e gli altri.

La nostra filosofia è quella di creare processi sistemici basati su una nuova Etica (con la maiuscola), in grado di favorire uno sviluppo “durevole”, programmando interventi che permangano nel tempo e non siano solo spot o conseguenze di contingenze ambientali, occupazionali, finanziarie.

 

Sviluppo, attrattività, concretezza delle azioni e rispetto della storia e delle identità territoriali

Il punto di forza, il vero capitale, di ogni territorio-comunità è costituito da quel complesso di elementi materiali e immateriali acquisiti e sedimentati nella propria storia. Esso rappresenta un patrimonio unico che va salvaguardato e, possibilmente, attualizzato e reso fruibile con gli strumenti e le forme di conoscenza oggi disponibili, prima tra tutte quella del turismo esperenziale.

Uno dei terreni dove oggi si gioca la capacità di attrazione dei “turismi” – declinazione necessaria per indicare le moderne forme dei flussi/target – è il sistema della comunicazione integrata – pubblica, commerciale, sociale – unito alla capacità di “fare rete” tra i soggetti attivi sui territori – imprenditori, istituzioni, mondo associativo – in un equilibrio virtuoso tra   innovazione e tradizione. E’ questo il mezzo più efficace per creare appeal ed esaltare i valori che hanno reso quel luogo unico nel suo genere, comunicandone le tipicità.

Accoglienza, ospitalità, efficienza e organizzazione dell’impresa turistica e della macchina amministrativa comunale; qualità   dei servizi pubblici e sicurezza: sono questi gli elementi che rappresentano i nuovi attrattori per rilanciare il Paese e i suoi territori.

 

L’istituzione non esiste senza l’uomo e la qualità di un governo dipende dalla qualità degli uomini che lo compongono più che dai formalismi istituzionali

Nell’odierno contesto sociale ed economico – sempre più globale e omologante – il decisore politico, soggetto imprescindibile per qualsiasi reale azione di promozione del territorio, appare come impotente di fronte ai lacci della burocrazia e alla iperproduzione normativa del nostro sistema legislativo, causa primaria del congelamento dell’iniziativa pubblica.

Molto spesso, però, sono l’assenza di vision piuttosto che il deficit organizzativo della macchina amministrativa, il motivo dell’inerzia i cui effetti si riverberano sulle singole comunità e, infine, sul Paese intero, innescando, in un perverso processo di causa-effetto, quelle condizioni di degrado etico e civile cui oggi noi tutti assistiamo spesso con una sorta di rassegnata subalternità.

 

Perché Kairòs impresa sociale?

Perché le idee e le proposte sullo sviluppo possano essere prese in considerazione, occorre – oggi più che mai – costruire una complessa struttura di inclusione e mediazione sociale. La politica di sviluppo locale (ma il concetto può e deve essere traslato al nazionale) si fa attraverso i contatti diretti, i meccanismi associativi, le istituzioni private e pubbliche, che filtrano e mediano ogni relazione. Kairòs mira pertanto a coinvolgere il maggior numero di soggetti per costruire una rete stabile di relazioni e arricchire di molteplici punti di vista il processo di governance e di pianificazione strategica del territorio. La sfida che noi oggi lanciamo è quella di creare contesti territoriali autosufficienti dal punto di vista economico, in grado di competere nel mercato globale.

Proprio in una prospettiva di utilità pubblica, Kairòs è organizzata in forma di impresa sociale, che, secondo quanto indicato nel Dlgs 155/06, non rappresenta un soggetto giuridico a sé, ma una nuova qualificazione che può essere assunta da soggetti costituiti con qualsiasi forma giuridica, in presenza delle seguenti condizioni:

  1. Operatività nei settori considerati ad utilità sociale (art. 2 Dlgs 155/06): · Istruzione, educazione e formazione (anche extra-scolastica) · Tutela dell’ambiente e dell’ecosistema · Valorizzazione del patrimonio culturale · Turismo sociale · Formazione universitaria e post-universitaria · Ricerca ed erogazione di servizi culturali · Servizi strumentali alle imprese sociali · Assistenza sociale, sanitaria e socio-sanitaria.
  2. Divieto di distribuzione degli utili ai soci, dal momento che l’arricchimento che si persegue con l’impresa sociale è l’incremento del benessere delle collettività in cui si opera.

 

I nostri topics

Rilanciare il turismo come attività economica prevalente partendo da un’analisi attenta dell’esistente.

Promuovere i prodotti e il loro legame con il territorio valorizzando le risorse umane, il vero “capitale” del nostro tempo.

Valorizzare e rendere fruibile, attraverso un’adeguata conservazione, il ricco patrimonio storico-architettonico del Paese.

Valorizzare e ripensare il territorio rurale come collegamento ideale con il mare e i contesti urbanizzati.

Promuovere l’inclusione sociale.

Condividere una visione strategica con tutti gli attori del territorio.

Stimolare la formazione di reti virtuali e fisiche tra chi esprime interessi comuni e/o complementari.

Favorire la condivisione dei processi decisionali.